Essere madre è l’ esperienza più trasformativa che una donna possa vivere. Ti cambia la vita, il corpo, le priorità… e, a volte, ti cancella un po’ l’identità di donna.
Dai tutto: amore, tempo, energia. Lo fai con totale dedizione, perché ci hanno insegnato che amare da madre significa anche annullarsi.
Ma un giorno ti guardi allo specchio e non riconosci più la donna che hai davanti.
Dov’è finita? Quando ha smesso di ridere come prima, di vestirsi come le piaceva, di pensare ai suoi sogni, di fare ció che la rendeva felice?
Se ti ritrovi in queste parole, voglio dirti subito una cosa: non sei sola e non è colpa tua.
Molte donne, quando diventano madri, attraversano un fenomeno profondo ma poco riconosciuto: la perdita della propria identità.
Durante il post parto vivi una sorta di “lutto” per la donna che eri mentre ti converti nella madre che “dovresti essere”. Se vuoi saperne di più sui cambiamenti che sperimenta la donna nel post parto ti invito a leggere il mio libro “Manuale di sopravvivenza al post parto“.
Non sei più tu, con nome e cognome. Sei “la mamma di…”, “la compagna di…”, “quella che si occupa di tutto”.
Tutti hanno un ruolo per te, tranne te stessa.
E non è che non ami i tuoi figli, anzi. Li ami con tutta te stessa.
Ma a volte, questo amore così grande arriva insieme a una rinuncia silenziosa che nessuno ti ha chiesto, ma che hai fatto lo stesso.
Lo hai fatto in automatico, come se fosse la cosa “giusta”.
Ma col tempo, la tua anima ha iniziato a sussurrarti: “E io, dove sono finita?”
Molte madri non osano parlarne. Si sentono in colpa per il solo fatto di pensare alla loro vecchia vita, di desiderare un po’ di tempo per sé, di volere “qualcosa di più”. Come se pensare a se stesse significasse amare meno i propri figli.
Ci hanno insegnato che una “buona madre” si annulla completamente.
Ma questa è una visione antiquata, ingiusta e pericolosa.
Una madre felice non è quella che si sacrifica di più.
È quella che si prende cura anche di sé.
E prendersi cura di sé significa avere un’identità oltre la maternità.
Tornare a te stessa non significa abbandonare i tuoi figli.
Significa ricaricarti per poter dare meglio e con più autenticità. Dare la miglior versione di te, perchè se tu stai bene anche la tua famiglia starà bene.
È come sull’aereo: ti dicono di mettere prima la mascherina a te stessa, poi agli altri.
Non è egoismo, è sopravvivenza.
Lo stesso vale per il tuo benessere emotivo.
Una madre che si ascolta e si rispetta insegna ai suoi figli il valore dell’amore per sé.
Ecco alcuni suggerimenti pratici che uso con le donne che accompagno nei percorsi individuali di coaching.
Non devi fare tutto subito. Inizia da uno. E resta fedele a te stessa.
1. Dì il tuo nome
Inizia da una cosa semplice: nominarti.
“Mi chiamo Laura. Non sono solo la mamma di Emma. Sono Laura. Donna. Essere umano. Viva.”
Scrivere il tuo nome, usarlo, ricordarlo è il primo passo per dire: “Anch’io esisto.”
2. Recupera ciò che ti faceva sentire te stessa
Cosa facevi prima di diventare madre che ti faceva sentire viva?
Anche solo 15 minuti a settimana: riprenditi quello spazio.
Non come premio. Come bisogno vitale.
3. Ridefinisci il senso di colpa
Il senso di colpa arriva quando iniziamo a cambiare. È normale, ma non sempre corrisponde a qualcosa di vero.
A volte, è solo il segnale che stai facendo qualcosa di nuovo.
Quando appare il senso di colpa ripeti a te stessa:
“Prendermi cura di me non significa trascurare i miei figli. Significa nutrirmi e offrirgli una madre migliore.”
“Merito tempo per me, senza doverlo giustificare.”
4. Parla di come ti senti
Cerca spazi dove poter esprimere ciò che vivi.
Un’amica, un gruppo, una coach, un diario.
Ciò che non si dice, pesa.
Ciò che si esprime, si trasforma.
5. Chiedi aiuto senza sentirti in difetto
Chiedere aiuto non significa fallire. Significa essere consapevoli. Significa voler cambiare qualcosa che sai che non funziona per qualcosa che ti permette di crescere e arricchirti.
Delegare, dire “ho bisogno di aiuto”, ricevere supporto… è segno di forza, non di debolezza.
Nei miei percorsi individuali aiuto donne come te a ritrovare se stesse, con rispetto, dolcezza e verità.
Puoi essere mamma e donna. Amare e ascoltarti.
Puoi tornare a te stessa, senza smettere di dare ai tuoi figli, alla tua famiglia.
E se oggi ti senti lontana da chi eri, chiediti:
“Di cosa ho bisogno, oggi?”
Ascoltati. Risponditi. E inizia da lì.
Offro sessioni personalizzate in cui lavoriamo su:
Recuperare la tua identità
Rafforzare l’autostima
Creare uno spazio per te stessa senza colpa
Guardarti con amore
Scrivimi se vuoi iniziare questo cammino. Sarà un onore accompagnarti.
Lascia un commento o condividi l’articolo se ti è stato utile. Sicuramente altre donne hanno bisogno di leggere queste parole per sentirsi meno sole durante questa fase.
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